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7월 17일 vent'anni...A vent’anni è tutto ancora intero... diceva Guccini... Beh, non so quanto sia il mio caso.
Oggi, nel giorno del mio 20esimo compleanno, mi sembra che tutto sia tutt’altro che intero, anzi, che sia un micidiale macello. Per un po’ di motivi.
Per di più sono due anni, ormai, che in questo giorno non faccio altro che prendermi male. Anche Renzo, il mio migliore amico, compiva gli anni oggi. Adesso si trova in una cassa di legno, sotto terra, in un cazzo di cimitero.
Ci sono andata ieri, al cimitero, un posto che frequento pochissimo per molteplici motivi, e sarò stata almeno un paio d’ore davanti alla sua lapide. È incredibile come dopo due anni e mezzo non me ne sia ancora resa conto. Alla nostra età non ci si pensa alla morte, sembra che sia così dannatamente lontana. Però non lo è.
Mi sembra ancora di vederlo, Renzo, ogni volta che ci penso. Nella foto che gli hanno appiccicato sul marmo non sembra nemmeno lui. Ricordo che pochi giorni dopo il fatto, quando ripassai di lì, mi venne uno strano senso d’indignazione. Perché Renzo era ateo (anzi, ateo fondamentalista) e l’avevano cacciato in un cimitero con tanto di croci e santini, perché in quella foto sembra un ragazzo triste e serio, cosa che non era. Perché tra i mille bigliettini c’erano anche quelli di gente che l’aveva sempre preso a pesci in faccia, ma gli scriveva “addio amico, ti abbiamo voluto bene”. Perché dopo il giorno del funerale, tutti hanno ricominciato la loro vita come se niente fosse, mentre il suo banco a scuola è rimasto vuoto. Perché sarà ricordato sempre come “il comunista”( visti i tempi che corrono, con un po’ di disprezzo) e non per il ragazzo fantastico che era, a prescindere da idee politiche. Perché a distanza di due anni e mezzo nessuno si ricorda più di lui. O se si ricorda si ricorda di quel ragazzo come uno dei tanti che sono caduti sulla strada. Per me Renzo non è stato solo questo.
Voglio però ricordarti com’eri, pensare che ancora vivi, voglio pensare che ancora m’ascolti e che, come allora, sorridi.
Così, ogni tanto penso ai miei vent’anni e mi chiedo in base a che criterio, io posso compierli e Renzo non può. Mi chiedo se ci sia un criterio, o se, più semplicemente, è andata così... E me ne fotto se mi prendo male a ogni 17 luglio. Lasciate che mi prenda male... lascia noi piangere un po’ più forte chi non risorgerà più dalla morte...
Buon compleanno anche a te, fratello. |
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